Non-nonsense cosmethic – Enciclopedia della Cosmesi – The Cosmesis Encyclopædia

Insettorepellenti Cosmetici

Paola:
…alcuni medici consigliano di usare… la icardina come repellente per zanzare per bambini sopra i 3 anni , che cos’è questa sostanza? Esistono anche spray naturali a base di acqua, alcol e oli essenziali… quanto sono dannosi sui bambini e soprattutto lo sono piu’ dei repellenti chimici?

Gli spray, cosiddetti naturali, sono in genere meno efficaci.
Se siano più o meno dannosi degli insettorepellenti di sintesi a priori non si può dire.
Sono dei cosmetici e non degli insettoreppellenti messi sul mercato dopo preventiva approvazione del ministero della salute. Possono essere formulati con oli e concentrazioni con alto potenziale allergenico e irritativo, ma possono anche contenerne concentrazioni tali da risultare nocive come un po’ di acqua fresca.
Ogni prodotto fa storia a se.

L’argomento insettorepellenza entra trasversalmente nella cosmesi e molti mi hanno chiesto di approfondirlo.
Il regolamento cosmetico nelle funzioni del cosmetico parla di “proteggere” la pelle, ma con questo non intende esplicitamente il proteggerla dalle punture di insetti, zanzare o altro.
Al contrario i prodotti per l’insettorepellenza sono normati da leggi specifiche che li avvicinano ai biocidi, cioè a prodotti che per essere commercializzati richiedono approvazioni e controlli diversi dal quelli del cosmetico.
La stessa idea  di cosa è e cosa fa un insettorepellente ha richiesto  linee guida apposite ( tab.1).

Premessa necessaria per svelare l’ossimoro nascosto nel titolo: a priori,

se è un cosmetico non è un insetto repellente.

Quando un cosmetico svolge anche questa funzione, di fatto diventa un prodotto “border line” che a seconda del paese e di come viene comunicato al consumatore può richiedere una approvazione sanitaria specifica.

Non sono cavilli legali e questioni di lana caprina, ma norme a tutela della salute del consumatore che non ha senso eludere. Gli insettorepellenti hanno in comune con i cosmetici il fatto che vengono applicati sulla superficie della pelle, ma sono classificati come presidi medico chirurgici, quindi devono passare attraverso approvazioni e verifiche preventive, cosa che per il cosmetico non accade.
Gli insettorepellenti , in quanto presidio medico possono, o meglio dovrebbero, avere anche indicazioni d’uso ed avvertenze specifiche per l’utilizzo in diverse fasce di età.

Anni fa un grande gruppo cosmetico, AVON , introdusse vari prodotti cosmetici che vantavano una relativa insettorepellenza. Nei paesi europei questa funzione secondaria non può essere comunicata esplicitamente.
In mercati regolati da norme meno rigide di quelle europee l’idea di una crema skin care, un profumo o di un solare con un effetto secondario insettorepellente ebbe un discreto successo, al punto che molti altri seguirono l’esempio , anche qui da noi.

I cosmetici con un qualche effetto insettorepellente ancillare o secondario , come anche quelli lenitivi “dopo puntura”, devono essere commercializzati stando ben attenti nella comunicazione a non far credere al consumatore che siano prodotti “non cosmetici”.

Gli stessi termini: punture, infiammazioni, dolore ecc. ecc. non dovrebbero comparire nella pubblicità.
Così come la funzione primaria del cosmetico non può essere la insetto repellenza.

I giri di parole utilizzati nella pubblicità da chi non vuole avere problemi, per far intendere che sono insettorepellenti senza mai dire che sono insettorepellenti sono un caso esemplare di creatività pubblicitaria.

Segnalato da Elena , ad esempio La lozione-profumante-protettiva della JUST parla di “tranquille serate all’aria aperta” e parlando della lavanda dice: “Questa pianta possiede rinomate proprietà insettorepellenti.” Chiaro? Si parla della pianta , non del prodotto cosmetico !
Non posso dire di più del prodotto JUST se non che non mi piace per nulla la mancanza di trasparenza del sito, dove non vengono neppure riportati gli inci del prodotto. Quanto siano efficaci e “naturali” lo dicono loro ed evidentemente per il consumatore tanto dovrebbe bastare.

MA GLI INSETTOREPELLENTI ED I COSMETICI “NON AMATI DALLE ZANZARE” FUNZIONANO ?

Alcuni funzionano eccome, anche se non si sa bene il perchè!

Dalla scoperta ed introduzione da parte dell’esercito americano del DEET ( Dietiltoluamide) sono passati quasi 60 anni prima che si capisse, perché le zanzare e altri insetti non pungevano.

In realtà i meccanismi non sono ancora del tutto compresi ma recentemente sono state individuati i recettori olfattivi e gustativi , con alcuni percorsi biochimici che spiegherebbero perché alcune sostanze sono insettorepellenti.
Circolano varie ipotesi ed io ne conosco solo alcune. Mi scuso fin d’ora per le grossolane imprecisioni.

Gli insetti sono attratti saprattutto dall’anidride carbonica, dall’acido lattico e dal sangue  e sono in grado di rilevarne la presenza anche a distanza.
Specifici recettori invece rilevano i vapori insettorepellenti, saturando o inibendo i segnali olfattivi e/o gustativi. In sostanza l’azione può essere a seconda della sostanza agonista o antagonista, inibitoria o eccitante lo stimolo olfattivo/gustativo dell’insetto.
Agonista come quando un profumo molto intenso ci impedisce di percepirne un altro più lieve o antagonista come quando un assorbi-odori non ci fa percepire un profumo.
A questo punto tutte le sostanze che si legano a questi particolari recettori dovrebbero svolgere analoga azione insettorepellente.
Ma l’interazione tra diverse azioni agoniste o antagoniste  rispetto agli specifici recettori non è stata ancora ben compresa.
Così come ancora non è evidente il rapporto tra repulsione olfattiva e gustativa, anche se , se ne sospetta l’interazione.

Argomenti molto tecnici per arrivare a dire che i repellenti utilizzati come rimedi tradizionali, basati su sostanze amaricanti non particolarmente volatili: dal “vecchio” chinino, alla azadiractina dell’olio di neem, l’andirobina dell’olio di andiroba ecc… in realtà nell’utilizzo topico funzionano poco o molto poco.

Per il neem da tempo è in corso una controversia visto che alcuni test indiani che ne confermavano l’azione insettorepellente, non sono stati confermati da altri test. A questo si deve aggiungere la grande instabilità della azadiractina che se l’olio non è conservato al fresco ed al buio degrada rapidamente.

In natura le sostanze chimiche responsabili di questa repellenza si è sviluppate con l’evoluzione delle piante per difendere le foglie da insetti e animaletti vari che se le vorrebbero mangiare.

Per questo i repellenti di origine vegetale provengono prevalentemente da foglie piuttosto che da frutti o fiori. Al contrario nei fiori la pianta spesso emette sostanze che attirano gli insetti preposti all’impollinazione.

Diverso il meccanismo che io chiamerei, non so quanto propriamente, della insettodeterrenza.
In questo caso la sostanza volatile è effettivamente tossica per l’insetto che riconoscendola quando ci viene a contatto se ne allontana, se fa in tempo.
Molti biopesticidi agiscono così ma anche il DEET deve probabilmente parte della sua efficacia alla sua azione insetticida, essendo in grado di inibire la colinesterasi.

L’insettorepellente più utilizzato, il DEET, è anche un insettodeterrente.
Si stima che sia stato applicato 8 miliardi di volte negli ultimi 50 anni, producendo alcune reazioni avverse quando era formulato a concentrazioni relativamente alte .

Le reazioni avverse sono relativamente poche rispetto all’enorme utilizzo e tutt’ora il DEET è l’unico attivo insettorepellente autorizzato per infanti dai 6 mesi ai 2 anni.


Tabella tratta dalla  Guida Entomoprofilassi pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità, lettura indispensabile per chi è interessato alla materia.


Essendo il DEET una sostanza sicura e poco tossica ma che potenzialmente può penetrare la pelle; da tempo si cercano alternative altrettanto efficaci ma meno discusse e soprattutto con una inferiore capacità di penetrare la pelle. Questo almeno fino a quando qualche markettaro cosmetico non si renderà conto che l’azione sulla colinesterasi del DEET è analoga a quella vantata da tanti cosmetici cosiddetti boto-simili.

vedi: LA BUFALA DEI COSMETICI BOTOX-SIMILI

L’icaridina che ricordava Paola è uno di questi insettorepellenti che non svolge anche azione insetticida. Avendo poi una potenzialità di penetrazione transcutanea decisamente inferiore al DEET sta cominciando a soppiantarlo; anche l’AUTAN  l’ha “recentemente” adottata.

Insettorepellenti “Naturali”

Al momento nessun insettorepellente derivato da piante è efficace e sicuro come quelli di sintesi chimica.
Ma non è vero che, come nella vignetta , gli insetti se la ridono.

Almeno non sempre.

Infatti molti oli essenziali, alcuni riconosciuti anche come insettorepellenti dall’EPA americana o nell’Allegato 1 della Direttiva 98/8/CE (Biocidi), hanno superato test , condotti in modo più o meno omogeneo, di insettorepellenza.
Sono comunque oli con un potenziale irritativo e tossico spesso superiore a quello degli insettorepellenti di sintesi.
Se negli ultimi 50 anni avessimo avuto 8 miliardi di applicazioni topiche di olio di citronella al 30% ( una concentrazione tipica del DEET ) temo che oggi avremmo un mare di allergie, dermatiti ecc. ecc.

Inoltre l’effetto repulsivo e di disorientamento degli insetti è molto breve.

La probabile ragione è nella alta volatilità, cioè nella alta pressione di vapore di queste sostanze.

La spiegazione più semplice è che alcuni oli essenziali e su alcuni insetti effettivamente possono saturare i recettori olfattivi disorientando l’insetto, ma dopo una ventina di minuti / un’ora quando la massima parte è evaporata e dispersa l’insetto ritorna e gli oli essenziali residui a basse concentrazioni potrebbero addirittura attirarlo.

Vari anni fa, nel  processo di estrazione del citronellal dall’eucalipto citrodora, ci si accorse che l’olio essenziale estratto aveva un potere insettorepellente inferiore delle parti aeree lavorate della pianta.

Fu così che si scoprì un ingrediente minore dell’eucalipto citrodora con una efficacia sugli insetti a volte pari o superiore al DEET.

Il p-Menthane-3,8-diol oggi si trova anche e spesso prodotto di sintesi e ha un suo INCI per quando viene inserito nelle formulazioni cosmetiche: MENTHANEDIOL.

Ha un effetto rinfrescante ed un odore di eucalipto mentolato che non ricorda affatto la citronella.

Soprattutto ha una pressione di vapore di circa 0.001000 mm/Hg @ 25.00 °C. che lo rende attivo come insettorepellente anche per 4-8 ore a concentrazioni dell’ordine del 10-30%

Purtroppo ne è stata stimata una penetrazione percutanea circa  del 3% pertanto non lo consiglierei per infanti o bambini piccoli.

Un altro ingrediente di possibile origine vegetale che ha mostrato una buona capacità insettorepellente è il 2-UNDECANONE.

Questo , rintracciabile ad alte concentrazioni in alcuni oli essenziali di rutacee , pare agire come feromone d’allarme.  In sostanza è anche una delle emissioni odorose che possono produrre alcuni insetti quando sottoposti a stress o a pericolo.

Funziona come repellente anche con cani e gatti. Ha un odore fruttato ceroso ed una persistenza che supera le 100 ore, cosa che alle dovute concentrazioni può garantire una buona insettorepellenza per tempi molto più lunghi di quelli degli oli essenziali. È stato già approvato dall’EPA in USA ma non dalla commissione europea.

Concludendo:
La maggioranza dei cosmetici con oli vegetali ed essenziali che vantano una azione insettorepellente sono molto meno efficaci dei veri insettorepellenti ed introducono un rischio allergico-irritativo più alto.
Inoltre , nella maggioranza dei casi, riescono a tenere lontane le zanzare solo una ventina di minuti.
Alcuni attivi derivati da piante ed utilizzabili a livello cosmetico possono mostrare una efficacia su una gamma ampia di insetti e per tempi relativamente più lunghi, ma devono essere formulati con concentrazioni relativamente alte ed insolite per un cosmetico.
Il consumatore ha solo dai veri insettorepellenti non cosmetici la garanzia che siano stati preventivamente approvati per sicurezza ed efficacia , in funzione sia del dosaggio e che dell’età .

Rodolfo Baraldini

pubblicato 29 giugno 2014

 riferimenti:

Selectivity of odorant receptors in insects

ISS – Guida Entomoprofilassi

Evidence for inhibition of cholinesterases in insect and mammalian by deet

Il Salvagente confronta 12 repellenti

 

tab1 :Le principali linee guida per i test degli insettorepellenti.
COMMISSIONE EUROPEA Technical Notes of Guidence: Insecticides, Acaricides and products to control other arthropods (PT 18) and Repellents and attractans (only concerning arthropods) (PT 19). Draft guidance document to replace part of Appendices to chapter 7 (page 187 to 200) of the TNsG on Product evaluation
OPPTS, US EPA 810.3700 Insect Repellents for Human Skin and Outdoor Premises
WHO WHO/HTM/NTD/WHOPES/2009.4 Guidelines for Efficacy Testing of Mosquito Repellents for Human Skin

 

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