Non-nonsense cosmethic – Enciclopedia della Cosmesi – The Cosmesis Encyclopædia

Dr. Hauschka: la prima linea cosmetica SENZA ACIDO IALURONICO!*

Crema alla cotogna per il giorno ManuMela mi scrive:

“finalmente” sono arrivati in Italia i tanto amati (dal web) prodotti del dott. Hauschka.
Non capisco mai chi si nasconda dietro certe aziende e soprattutto non capisco se la loro fama è meritata o è frutto di un buon lavoro di marketing.
Giusto per farle un esempio le mando un INCI, così magari può farsi un’idea.
Questa è la formula di una crema per pelli normali:
Inci name: water (aqua), prunus armeniaca (apricot) kernel oil, anthyllis vulneraria extract, pyrus cydonia seed extract, alcohol, daucus carota sativa (carrot) root extract, glycerin, butyrospermum parkii (shea butter), prunus amygdalus dulcis (sweet almond) oil, olea europaea (olive) fruit oil, cetearyl alcohol, persea gratissima (avocado) oil, althaea officinalis leaf extract, simmondsia chinensis (jojoba) seed oil, beeswax (cera alba), pyrus cydonia wax, lysolecithin, bentonite, hamamelis virginiana (witch hazel) bark/leaf extract, fragrance (parfum), citral*, citronellol*, geraniol*, limonene*, linalool*, eugenol*, benzyl benzoate*, xanthan gum.

* componente degli oli essenziali naturali

La mia valutazione personale è decisamente alta. Una delle migliori nel segmento green: chiamato anche eco-bio
Premetto che mi piace il pane tedesco, specie con le noci e ho in grande simpatia alcuni dei modelli educativi ispirati a Rudolf Steiner, pertanto alcuni miei giudizi positivi possono essere condizionati da queste simpatie.

La intrigante domanda di ManuMela, cosa si nasconde dietro ?, nel caso del marchio dr. Hauschka™ richiede un risposta articolata.

Non si tratta infatti di una della tante marche cosmetiche sbucate come funghi per inseguire la moda del cosmetico eco-bio.

Si tratta di una di quelle marche che questa moda l’ha creata. Ispirato alla filosofia antroposofica dietro alla marca c’è un “movimento” che ha parzialmente influenzato la cultura e la società tedesca dell’ultimo secolo.

Questa linea cosmetica nacque alla fine degli anni 60 , quando una estetista Elisabeth Sigmund chiese di sviluppare cosmetici al dott. Rudolf Hauschka, chiedendo che i cosmetici rispondessero a precise linee guida: tutto naturale, il più possibile estratti da piante officinali.

Per praticare la sua “medicina naturale” il dott. Hauschka, che già prima della guerra aveva sposato le dottrine antroposofiche, si era creato un proprio giardino botanico coltivando varie piante medicinali. Quindi “dietro” c’è una storia ed una filosofia che caratterizzano fortemente la marca.

Cosa c’è davanti ?

Una marca cosmetica , con una chiara identità e prodotti concepiti nel rispetto rigoroso di una filosofia e che raramente hanno fatto compromessi col marketing e col mercato. http://www.dr.hauschka.com/it_IT/

 

Nel marasma di disinformazione e furberie del mercato cosmetico si deve riconoscere alla Dr.Hauschka una coerenza e correttezza nella comunicazione al consumatore superiore alla media.

COERENZA E RIGORE. Nella linea non compaiono solari o cosmetici con attivi molto comuni: acido ialuronico, acido ascorbico . Evidentemente i compromessi e le deroghe necessarie per produrre e commercializzare questo tipo di prodotti sono incompatibili con il concetto di “COSMESI NATURALE” di questa marca.

Il prodotto segnalato da ManuMela è una crema con la cotogna come “ingrediente etichetta”. http://www.dr.hauschka.com/it_IT/prodotti/crema-alla-cotogna-per-il-giorno/

Nella lista ingredienti pyrus cydonia seed extract compare in 4a posizione per cui l’estratto di semi di cotogna si trova nel cosmetico in quantità non irrisorie a meno che non conteggino anche il solvente.

Si intuisce un crema con relativamente pochi oli ma con una importante componente cerosa. Sempre dalla cotogna viene estratta una delle cere presenti in formula: simmondsia chinensis (jojoba) seed oil, beeswax (cera alba), pyrus cydonia wax. Con sistemi cerosi come questo si può ottenere una occlusività analoga o superiore a quella dei petrolati, quindi una forte riduzione della TEWL e conseguentemente un’alta idratazione cutanea.

Nonostante sia una crema giorno, non escludo che d’estate possa risultare per pelli mediterranee un po’ pesante. Purtroppo gli inci di ingredienti con EXTRACT, non dicono nulla della composizione e degli attivi funzionali che possono contenere. Anthyllis vulneraria extract, pyrus cydonia seed extract, daucus carota sativa (carrot) root extract, althaea officinalis leaf extract sono utilizzati anche da altri produttori di cosmetici, green e non green.

Quanta acqua è presente in un estratto di vulneraria ( Anthyllis vulneraria extract ) contenuto in un cosmetico?

Impossibile per il consumatore capire se grazie a loro il cosmetico contiene molti antiossidanti, polifenoli, polisaccaridi, tannini, saponine, mucillagini o semplicemente acqua. Quando gli inci con extract si trovano all’inizio della lista ingredienti di un cosmetico, viene spontaneo domandarsi se e come viene conteggiato il solvente d’estrazione.

Una delle poche possibilità che ha il consumatore di riconoscere la presenza di attivi sta nel colore del prodotto finale. Se l’estratto di carote apporta quantità anche minime di carotene il colore del prodotto finale si sposterà verso l’arancio.

Visto che il mondo, ed in particolare il mondo vegetale, è bello colorato; creme assolutamente bianche hanno una minor probabilità di contenere estratti erbali con alte concentrazioni di attivi.

La produzione è verticalizzata, con una azienda del gruppo che produce le materie prime cosmetiche “strategiche”. La filosofia della marca porta poi ad utilizzare delle materie prime strategiche anche i “residui” di produzione.

Della cotogna si utilizza sia l’estratto dai semi, sia la cera dalle bucce. Come altri prodotti della linea il sistema conservante non si basa su ingredienti classificati e approvati dalla normativa come conservanti. Sono quindi self-preserved, cioè autoconservati.

Compare tra le prime posizioni l’ALCOHOL che in sinergia con acidi  ed alcoli volatili degli estratti botanici dovrebbe garantire la stabilità antimicrobica. L’ALCOHOL è un ingrediente cosmetico controverso. Nonostante sia classificato come cancerogeno è ammesso nel cosmetico grazie ad una serie di compromessi normativi e deroge. Il regolamento e la classificazione CMR delle sostanze bandite non lo cita in quanto sostanza normalmente contenuta negli alimenti. Comunque troppo alcohol può non far bene alla pelle e nelle formulazioni skin care si cerca di limitarne l’esposizione, calcolando che comunque in poco tempo sulla pelle evapora.

Rispetto al passato ho notato nelle liste ingredienti della Dr. Hauschka l’alcohol in posizioni più arretrate , cosa che fa pensare che ne abbiamo ridotto le concentrazioni. Encomiabile l’utilizzo di alcohol non denaturato. Per chi produce industrialmente cosmetici, le norme ed il regime fiscale con cui si può trattare alcohol non denaturato sono particolarmente pesanti.

La linea prevede la detersione con creme detergenti, una soluzione che mi piace e condivido, dove la detergenza comporta una componente restitutiva di emollienti dermocompatibili. http://www.dr.hauschka.com/it_IT/prodotti/crema-detergente/

In molte creme il sistema emulsionante sfrutta la stabilizzazione pickering, con argille, inci: bentonite o hectorite.

Si tratta di polveri insolubili che si posizionano , con un discreto aiuto dato dalle cere, sulla superficie di interfaccia tra la fase acqua e la fase olio. Oltre all’effetto opacizzante si riduce la presenza di carrier e penetration enanchers che compensa la presenza di concentrazioni sensibili di alcohol.

La linea esplicita chiaramente una data di scadenza dei cosmetici. Lo dovrebbero fare per tutte le formulazioni che contengono ingredienti con una shelf-life relativamente breve e purtroppo pochissimi, green e non green, lo fanno.

 

MI VIENE DIFFICILE TROVARE QUALCOSA DA CRITICARE.

Trattamento intensivo purificante fino a 25 anniTrattamento intensivo purificante da 25 anni Trattamento intensivo pelle sensibile Nei trattamenti intensivi , in alcuni paesi li hanno chiamati anche Ritmici, la lista ingredienti contiene estratti e minerali “in rhythmitised dilution”. Significa in diluizione ritmizzata o ritmica, ammesso che la cosa significhi qualcosa.
Sospetto che ci si voglia richiamare ai fondamenti della antroposofia, all’esoterismo steineriano ed ai “ritmi della vita”.Sono argomenti immersi in una nebbia di pseudoscienza che “suonano bene” nella pubblicità ma che “funzionano” solo se ci si crede.

 

La comunicazione evidenzia i soliti claim privativi non giustificati o motivati:

  • Priva di profumazioni, coloranti e conservanti sintetici
  • Priva di oli minerali, parabeni, siliconi e PEG

Si tratta di una comunicazione che può diventare pregiudizievole , diffondendo insensate campagne chemofobiche.
* Con il titolo ironico: la prima linea cosmetica SENZA ACIDO IALURONICO , volevo evidenziare l’insensatezza di questo tipo di comunicazione SENZA QUESTO, SENZA QUELLO; indipendentemente dal fatto che sicuramente ci sono anche altre linee senza acido ialuronico e che non ho controllato tutte le liste ingredienti della Dr. Hauschka.

Denotare poi che i potenziali allergeni sono componenti di “oli essenziali naturali” sembra quasi voler far intendere che fanno meno male. Chi è allergico ad una sostanza sa bene che il fatto che provenga da oli essenziali naturali non la rende meno problematica.

Concludendo:
una delle marche green, o eco-bo, più qualificate e coerenti, con alle spalle tecnologie e risorse formulative ai massimi livelli.
La filosofia formulativa, puntando su generici “estratti” vegetali, non può focalizzarsi su efficacia e funzionalità. Il retaggio della cultura omeopatica poi tende a non accentuare il rapporto efficacia/concentrazioni. 

Nella comunicazione della marca sembra più importante la filosofia della linea, le erbe biodinamiche centellinate, le regole di sostenibilità che si sono dati, piuttosto che l’efficacia del cosmetico. Almeno non scrivono che le loro creme fanno sparire le rughe o i segni dell’età in pochi giorni e non riempiono la pubblicità di discutibili test di autovalutazione.

Non manca qualche smagliatura nel concept:
Quanto sono “biodinamici” o naturali i pigmenti del make up? Non utilizzano tubi o flaconi in plastica , ma che plastica/resina utilizzano come protezione interna dei tubi in alluminio ?
e tante altre, apparenti incongruenze o incoerenze.

Ma di fronte al dilagare di disinformazione e bufale cosmetiche, le loro sembrano davvero piccola cosa.

Rodolfo Baraldini

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Pubblicato 10 maggio 2014

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