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Cellulite: cause e rimedi – 2ª parte:  i rimedi

Cellulite: cause e rimedi – 2ª parte: i rimedi

Con la premessa che un rimedio che non agisca sulle cause difficilmente risolverebbe definitivamente un inestetismo, visto che in fondo può bastare un miglioramento apparente e temporaneo diamo una occhiata a che rimedi vengono proposti per la cellulite. Il mercato dei rimedi anti-cellulite è enorme ed ha attratto ciarlatani di ogni specie pronti ad offrire rimedi “improbabili”. L’argomento cellulite è fumoso e sfocato. Risulta facile evocare il miraggio di un rimedio.  “La grande quantità di nonsensi pseudoscientifici che circolano in relazione alla cellulite rendono il soggetto  poco attraente per ogni serio gruppo di studio” 
I trattamenti che hanno un minimo di razionale per ridurre la cellulite agiscono sulla dimensione e distribuzione dei lobi adiposi e/o sulla ristrutturazione dei setti fibrosi che sottendono le introflessioni, i buchetti a trapunta, partendo dall’ipoderma. Lo si può fare in modo invasivo o non invasivo.
Desease mongering
Subcisione
Mesoterapia
Ultrasuoni
Crio
Onde urto
Massaggi
Attività fisica
Prodotti topici
Indumenti
Radiofrequenza
Infrarossi
Laser
Conclusione
Essendo un fenomeno multicausale con basi genetiche, i rimedi proposti dal mercato difficilmente possono risolvere in modo definitivo l’inestetismo, anche se risultati significativi e durevoli sono possibili. Le azioni fisiologiche che dovrebbero portare alla riduzione della cellulite sono molteplici: si parla di termogenesi, adipogenesi, angiogenesi, drenaggio linfatico, vasoprotezione, ecc. Considerata la relativa plasticità del pannicolo, quasi tutti i trattamenti per la cellulite prevedono il massaggio come coadiuvante. Visto che è il denominatore comune di tanti trattamenti diversi, è ragionevole immaginare che il massaggio sia il vero rimedio e che gli altri rimedi, sofisticati, ipertecnologici, medicali ecc. siano loro i coadiuvanti del massaggio. Quanto è plastico il nostro corpo?

Desease mongering

La cellulite: un grande business costruito attorno ad un argomento complesso che, più se ne parla, più sembra diventare fumoso e sfocato. A far confusione emerge anche il ruolo di lobby di interessi di tipo sanitario o farmaceutico. C’è un mercato dei trattamenti della cellulite che dipende anche da apparecchiature e procedure esclusive della classe medica. Lo spaccio delle malattie ( poliedrica traduzione di “desease mongering” che mi piace usare in quanto racchiude il concetto di “mercato della malattia” e quello di “non-malattie spacciate per malattie”) comporta non solo che vengano venduti meglio e a prezzi più alti alcuni trattamenti, ma che siano competenza “esclusiva” di professioni o prodotti di ambito medicale. Tra l’altro i risultati, spesso discutibili, mettono in cattiva luce tutto il business della medicina estetica.

Subcisione

La riduzione “chirurgica” delle introflessioni, i “buchetti” della trapunta, è poco praticata ma possibile con una tecnica relativamente complessa dove si può agire sia rescindendo i setti fibrosi che sottendono l’introflessione, sia agendo sulla fibrosi e inducendo dei “rigonfiamenti” sottocutanei. Si possono utilizzare aghi-bisturi relativamente lunghi che non lasciano particolari segni in superficie e il risultato può essere molto buono o pessimo a seconda di vari fattori. Se ne parla e sa poco, ma ha comunque un razionale a supporto molto più valido di quello della liposuzione.

Mesoterapia

Trattamento invasivo con microiniezioni sottocutanee con aghi da 4-6 mm.. L’offerta di iniettare lecitina , alias fosfatidilcolina,che dovrebbe “sciogliere i grassi”, rende poco credibile il razionale. Le altre sostanze da iniettare di cui si parla per ridurre la cellulite possono sollevare molti ragionevoli dubbi. Le prove dell’efficacia clinica scarseggiano e spesso non hanno il dovuto supporto di studi sulla farmacocinetica delle sostanze iniettate e sui rischi di reazioni avverse. L’acido deoxicolico è stato approvato dalla FDA, nonostante l’80% di effetti collaterali, ma solo per il trattamento del grasso sottomentale.

Ultrasuoni

Tecnologia abbastanza diffusa e studiata. Al principale effetto, la diatermia, con il suo blando riscaldamento anche di tessuti relativamente profondi recentemente si è aggiunto quello emulsionante e frammentante degli ultrasuoni focalizzati o della cavitazione. Con il termine idrolipoclasia ultrasonica si vorrebbe intendere che per cavitazione vengono rotte le membrane cellulari degli adipociti liberando il citosol, composto da trigliceridi. Ammesso che ciò davvero avvenga, ci vuole poi una forza meccanica che sposti questi lipidi. Si tratterebbe di mobilizzazione dei tessuti adiposi. Le prove di efficacia verso la cellulite scarseggiano e le poche ricerche pubblicate mostrano carenze metodologiche. Il razionale, come nell’utilizzo degli ultrasuoni abbinati alla liposuzione, c’è più come trattamento coadiuvante dell’azione “meccanica”.

Criolipolisi

Tecnologia poco conosciuta e diffusa. Venduta più per la riduzione del pannicolo, vanta una teorica crio-apoptosi degli adipociti ; inevitabilmente, con quel che costa, viene offerta anche per la cellulite. Le prove che sia efficace verso la cellulite scarseggiano ed anche il razionale per cui dovrebbe funzionare è traballante e poco convincente. Link all’Approfondimento

Onde urto

Tecnologia relativamente nuova, poco conosciuta e diffusa. Il razionale per cui dovrebbe funzionare è poco convincente anche se associabile alla mobilizzazione e ristrutturazione dei tessuti. Link all’Approfondimento

Massaggi

La tecnica di massaggio più efficace richiede una energica manipolazione delle fasce sottocutanee.

Vista la relativa plasticità del pannicolo un massaggio intenso e ripetuto può effettivamente aiutare il rimodellamento delle aree dove si manifesta la cellulite. Varie ricerche hanno verificato che la riduzione dell’inestetismo è possibile specie se il massaggio è associato ad una lenta perdita di peso corporeo. La tecnica di massaggio, anche fatto con apparecchiature con rulli motorizzati, deve mobilizzare e “scollare” i tessuti come nel petrissage o nel massaggio connettivale. La modalità con cui si esegue il massaggio e la manipolazione dei tessuti sottocutanei è importante così come la “quantità” di massaggi. Alcune ricerche, in sintonia con la teoria che la cellulite si formi passando per uno stadio edematoso hanno verificato l’efficacia di massaggi drenanti, anche con apparecchiature per pressoterapia, dando risultati parziali e controversi.

Attività fisica

La tesi che l’attività fisica e sportiva possa migliorare l’apparenza della cellulite è legata all’idea di dimagrimento localizzato. Purtroppo da tempo è dimostrato che anche associata ad un corretto regime dietetico l’attività fisica, per quanto sia salutare e porti ad una oggettiva tonificazione, non può produrre riduzioni localizzate e mirate del pannicolo adiposo. Tanto meno è razionale pensare che si riduca il pannicolo solo attorno alla introflessione e non al centro della depressione che chiamiamo trapunta. L’indicatore dell’efficacia nel rimodellamento, quando c’è, sta più nella riduzione della circonferenza dell’area che si vuole trattare che nella perdita di peso. Comunque visti gli indubbi benefici generali, una corretta attività fisica/sportiva è una ottima premessa per ogni trattamento anticellulite.

Prodotti topici

Che siano cosmetici o farmaci agirebbero con attivi che applicati sulla pelle modificherebbero il volume dei pannicoli adiposi e la struttura del pannicolo in particolare dei setti fibrosi e delle strutture trabecolari che delimitano i lobi adiposi. Strutture relativamente profonde, a livello di ipoderma. Il tutto, per di più, in 7 giorni o un mese. Decisamente improbabile. Gli attivi utilizzati, ammesso che raggiungano i tessuti bersaglio, sono per lo più cosiddetti lipolitici ma anche rubefacenti e vasoprotettivi. Anche l’applicazione di sistemi cosiddetti drenanti, basati su alta concentrazioni saline hanno avuto un qualche successo. Di tutte le creme si deve considerare che la loro applicazione comporta per lo meno un leggero massaggio quasi quotidiano.

Indumenti

Normalmente gli indumenti, troppo stretti, con cuciture o elastici tendono ad aggravare l’apparenza della cellulite oltre che accentuare dismorfismi come il doppio calice o la coulotte de cheval. L’utilizzo di cosmetotessili o indumenti cosiddetti dimagranti, in genere perché fanno sudare, è stato proposto anche per la cellulite; ovviamente senza alcuna prova scientifica o razionale a supporto dell’efficacia.

Radiofrequenza

Tecnologia abbastanza diffusa e studiata, meriterebbe un approfondimento. Il principale effetto, la diatermia, con il suo riscaldamento anche di tessuti relativamente profondi si dice che possa portare alcuni tessuti a temperature tali da denaturarli. Ammesso che questo avvenga, ma a temperature sotto i 60° ci sono molti dubbi, si produrrebbe una rottura di alcuni crosslink nella molecola del collagene con l’effetto di renderla meno rigida e ripiegata su se stessa. Il risultato finale, potrebbe essere una destrutturazione dei setti di collagene e delle strutture trabecolari che sottendono le introflessioni. Tutto molto teorico in sintonia con la teoria dello “skin tightening”; ma se le alte temperature tendessero ad “accorciare” il collagene, le introflessioni potrebbero risultare addirittura più visibili. Sempre ad alte temperature si può indurre una riduzione delle masse adipose sottocutanee. Le prove che sia efficace verso la cellulite scarseggiano ed il razionale per la sua efficacia è controverso.

Infrarossi

Tecnologia abbastanza diffusa, soprattutto nei centri estetici, dove l’agente principale sarebbe il calore trasferito per irraggiamento infrarosso. È in sintonia con la teoria del calore che “scioglie i grassi” . con in più l’effetto scenografico di tante lampade rosse. Le prove che sia efficace verso la cellulite scarseggiano ed il razionale per la sua efficacia è traballante. Nessuno ha mai spiegato perché stando al sole sulla spiaggia per molte ore, nonostante la dose di infrarossi sia superiore a quella di qualunque apparecchiatura sul mercato, la cellulite non se ne vada.

Laser

A bassa densità di energia il laser non differisce come meccanismo d’azione dalle normali lampade ad infrarossi. Ad alta densità rientra nei meccanismi dello skin tightening abbastanza visibile con laser fraxel. Le prove che sia efficace verso la cellulite scarseggiano ed il razionale per la sua efficacia è traballante. Sono state sperimentate anche tecniche laser invasive, analoghe alla subcisione

Conclusione

Nessuno dei trattamenti proposti dal mercato per ridurre la cellulite ha trovato consenso scientifico su efficacia e risultati. I trattamenti anche quando invasivi o chirurgici prevedono il massaggio come coadiuvante. Quasi tutte le tecnologie non invasive agiscono attraverso il calore.
I 2 principali obiettivi, la riduzione del volume dei lobi adiposi e la ristrutturazione della architettura del pannicolo e dei suoi setti fibrosi, vanno perseguiti assieme. Dovendo ridefinire l’architettura del pannicolo sottocutaneo viene spontaneo pensare che l’azione meccanica o fisica possa arrivare dove una qualunque azione biochimica non può. La sola riduzione del volume del pannicolo adiposo non riduce automaticamente la visibilità della cellulite ed un “drastica” riduzione delle masse adipose nell’ipoderma può manifestarsi con una lassità tissutale non proprio “bella”. Nelle persone sovrappeso se i trattamenti anticellulite sono associati ad una “progressiva” riduzione del peso corporeo, il miglioramento risulta più evidente. Il massaggio con specifiche tecniche o apparecchiature da buoni risultati anche se limitati. Alcuni trattamenti termici, effettivamente sembra agevolino la mobilizzazione delle masse lipidiche.

Rodolfo Baraldini
pubblicato 4 febbraio 2016

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