Non-nonsense cosmethic – Enciclopedia della Cosmesi – The Cosmesis Encyclopædia

CAPELLI LUNGHI E LUNGHISSIMI

I capelli lunghi o lunghissimi non sono capelli sani, sono soprattutto capelli conservati bene.

I tessuti che formano il capello sono biologicamente morti, non possono essere nè sani, nè non sani.
Le lunghezze di capelli di 60 cm sono state esposte a luce, acqua freddo caldo polvere per circa 40 mesi. Come se non bastasse ci sono anche shampoo, phon , pettinature e spazzolature , extension, ossigenature, colorazioni , permanenti e roventi stirature o curvature.
Poi per chi ai propri capelli vuole proprio tanto tanto male c’è anche la baggianata dei 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire .

Con il capello abbiamo un tessuto composito con fibre proteiche e cemento lipidico con prestazioni fisico-meccaniche straordinarie che però non è indistruttibile.
La probabilità di rotture dipende dagli stress chimico fisici a cui il capello viene sottoposto. Per capirci se conserviamo un capello in una teca , al buio ecc… quello non si rompe neppure in 3000 anni.
Premessa lunga con informazioni un po’ scontate per spiegare l’approccio corretto che consiglierei a chi vuole capelli lunghissimi .
Vuoi avere capelli lunghissimi?
Facile! Non danneggiarli e aspetta.

Analizzando le possibili cause di rotture si può adottare una strategia e trattamenti che riducono la probabilità che queste rotture si manifestino.
Il primo fattore che la maggioranza non immagina è l’acqua.

Igrometro a capello - la semplice umidità ambientale allunga talmente tanto i capelli che da quasi 3 secoli li si utilizza per misurarla

I capelli sono incredibilmente igroscopici, assorbono acqua, anche dall’umidità dell’aria in modo straordinario.

Tanti studi hanno cercato di individuare dove si infila l’acqua dentro ai capelli.
A livello molecolare si dovrebbe agganciare con i suoi ponti idrogeno alle terminazione polari della keratina, ma sono stati individuati anche tanti “compartimenti” interfibra dove si accumula.
Risultato il capello si dilata e si allunga notevolmente e l’acqua indebolisce il cemento lipidico del capello.


Capello Bollito

Come se non bastasse, se poi si sottopone il capello molto “umido” ad un brusco riscaldamento la brusca espansione può esercitare pressioni dall’interno tali da deformare gravemente la sua struttura. Visto che anche congelandosi l’acqua si dilata, si può affermare che ogni stress termico può danneggiare un capello “molto” umido.

Saltando molti passaggi e spiegazioni tecniche, questo può spiegare perché i balsami che riducono la permeabilità all’acqua dei capelli alla lunga riducono il rischio di rotture.
Il mix di : capello bagnato + forte riscaldamento + sollecitazioni meccaniche, per intenderci pettinare i capelli mentre li si asciuga con un phon molto vicino è la tipica situazione dove si alza il rischio di danneggiare il capello.
Ricordo un interessante test dove solo tenendo il phon a 10cm anziché a 15 si alzava la probabilità di arrecare danni.

Sgrassando molto i capelli, frizionandoli energicamente, specie se bagnati, esponendoli a pH alkalino ed in un’altra decina di modi si possono danneggiare i capelli, magari solo superficialmente, ma poi con il tempo e con altre “aggressioni” possiamo avere rotture, infeltrimento, doppie punte ecc.

Tra le tante mode e storielle che si diffondono su internet c’è anche quella di non lavarli per nulla o bagnarli senza detergenti.
Si tratta di un approccio molto zen, che fa il paio con : non danneggiarli e aspetta. In realtà a non lavarli possono diventare orribilmente sporchi e chi crede di poterli lavare solo con acqua non ha capito che è sufficiente la semplice acqua a rendere il capello più “debole”.

Quindi la soluzione sta in una procedura che permetta di fare shampoo, ma volendo anche colorazioni e trattamenti vari, riducendo la probabilità di danneggiare il capello.
L’industria cosmetica ha fatto passi da gigante negli ultimi 50 anni . Già negli anni 70 circolavano shampoo con moderati effetti condizionanti ed in effetti un sempre maggior utilizzo di buoni balsami per capelli hanno aumentato la possibilità di far crescere anche molto i capelli senza rotture e doppie punte.

Il razionale si riconduce alla capacità del balsamo di impermeabilizzare e lubrificare il capello.

Tra le tante opinioni che circolano in rete c’è anche quella di evitare gli oli su capelli asciutti perché “il simile scioglie il simile” e ne comprometterebbero la struttura .
La metto a far compagnia alla storiella che i siliconi farebbero scoppiare i capelli in attesa di un qualche razionale o paper scientifico che la giustifichi.

Al contrario è preferibile applicare gli oli su capelli asciutti proprio perché il capello bagnato ne impedisce o meglio rallenta la penetrazione.

CHAMPI

La pensano come me vari milioni di indiani che praticano lo CHAMPI
Visto che la radice in sanscrito di CHAMPI è la stessa da cui noi abbiamo ricavato il nome shampoo direi che questa pratica funziona oltre che su moltissime persone anche da molti anni o secoli.

Ci sono poi molti studi scientifici sulla validità e efficacia dell’uso degli oli sui capelli, la loro capacità di penetrare, quella di ridurre i danni ecc.

A ben vedere oggi in India , magari con una qualche etichetta che ricorda l’ayurveda , questi oli per capelli possono benissimo contenere paraffina o siliconi. Non so come si dice in sanscrito eco-bufala, ma devo constatare che in India la comunicazione sui cosmetici non è molto più corretta che da noi.

L’olio più studiato è quello di cocco , che per la distribuzione di acidi grassi pare essere uno di quelli che penetra di più.
Si possono benissimo utilizzare altri oli vegetali . Quelli che penetrano di più hanno il vantaggio di ridurre lo spessore della pellicola superficiale, che può creare pesantezza e di ridurre il numero di applicazioni, visto che il loro effetto è più durevole.
Buone alternative all’olio di cocco sono l’olio di palmistro ( palm kernel ) e quello di cuphea, specialmente quelli composti prevalentemente da trigliceridi saturi C8 e C10.
Nella pratica tradizionale l’olio, che per l’ayurveda può essere anche olio di sesamo anche se non vedo nessun vantaggio nella sua distribuzione lipidica, deve restare sul capello per molte ore, anche giorni prima della detersione.
I burri o oli semisolidi più sono solidi più possono frenare il pettine, quindi causare rotture .
Nel complesso dalle pratiche dello CHAMPI per chi vuole avere capelli lunghi e lunghissimi c’è da imparare anche come maneggiare i capelli.
I capelli molto lunghi è meglio tenerli raccolti.
Pochi immaginano come sotto a variopinti turbanti anche molti uomini in India tenessero lunghissime capigliature.
La chioma raccolta subisce meno traumi meccanici e la diffusione dei lipidi dermici, il sebo è l’unico balsamo veramente “naturale”, dipende molto dal trasferimento con il contatto tra scalpo e fibra e tra fibra e fibra.
La credenza che il capello venga “oliato” naturalmente dal sebo che generato nell’alveo pilifero poi scorre lungo il capello è stato dimostrato che è falsa.

TRATTARE COLORARE STIRARE CAPELLI LUNGHI O LUNGHISSIMI

Se per avere capelli lunghi o lunghissimi basta davvero solo non danneggiarli ed aspettare , un po’ più complicato è averli anche colorati, ossigenati , arricciati, stirati ecc..  Il CHAMPI , ma anche un buon balsamo, riesce già di suo a ridurre moltissimo i danni da shampoo , asciugatura e pettine, ma contro piastre roventi , colorazioni riducenti ed altri stress del genere, pur riducendo la probabilità di subire danni , miracoli non ne fanno.

Questi trattamenti possono danneggiare il capello molto oltre la cuticola.

Non ho informazioni sul fatto che  AMINOPROPYL TRIETHOXYSILANE di Fibralogy o il BIS-AMINOPROPYL DIGLYCOL DIMALEATE dell’Olaplex riescano a ridurre  le microcavità e fessurazioni prodotte da questi stress chimico-fisici.

Un interessante espediente formulativo può essere adottato con  creme e maschere , ad alta concentrazione di oli e cere vegetali, con emulsionanti anfoteri ed alte concentrazioni di alfaidrossiacidi come il glicolico. Il punto isoelettrico del capello è compreso tra 2,5 e 3,8 quindi un pH acido è capello-affine, ma soprattutto molecole di piccolo formato come l’acido glicolico possono penetrare ed agganciarsi con ponti idrogeno al posto dell’acqua alle terminazione  N-H e C=O della keratina.

Resta il fatto che per ridurre i danni da trattamenti così stressanti il miglior accorgimento è farli fare a esperti veramente capaci, visto che oltre la chimica ed il tipo di dispositivo adoperato, manualità ed esperienza dell’operatore fanno grandi differenze.

 

Rodolfo Baraldini

pubblicato 9 maggio 2015

Riferimenti:
Hair Shaft Damage from Heat and Drying Time of Hair Dreyer
silicones deposition on hairs
Evaluation of Certain Factors influencing oil deposition on skin
Secondary ion mass spectrometric investigation of penetration of coconut oil in the hair
The effects of lipid penetration and removal from subsurface microcavities
Brazilian oils and butters- the effect of different fatty acid chain composition on human hair physiochemical properties
investigation of penetration of coconut oils and mineral oils into human hair
Studies on the effects of hair cosmetics on human hair
Determination of the substantivity of emollients to human hair
Effect of oil films on moisture vapor absorption on human hair



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